ASEM OGGI

Il passato del Mozambico ha causato squilibri sociali che sono risultati nella povertà in cui tuttora versa il Paese e nella distruzione della rete sociale. Il Mozambico è uno dei 31 Paesi più poveri del mondo (UNDP 2006) ed ha una mortalità intorno ai 38 anni di età per le donne e 40-42 anni di età per gli uomini. Questo fa si che il 50% della popolazione è stimato essere costituito da bambini dai 0 ai 14 anni e che la fascia di età dai 15-25 anni è la più vulnerabile riguardo all’ AIDS, e sia seriamente compromessa. Il pericolo è che fra poco sarà una società costituita da molti bambini e pochi anziani.

A seguito dell’analisi di questa realtà drammatica, si rende necessaria la ricostruzione della rete sociale per lo sviluppo della comunità e del Paese stesso. La tendenza delle politiche sociali del proprio governo dal 2006, nonché da sempre obiettivo principale di ASEM, si prepone di lavorare al sostegno di bambini e ragazzi nella famiglia e comunità, piuttosto che in Centri di accoglienza.

Il Paese è costituito da una moltitudine di culture, antiche e tribali, oltre alla differenza tra una cultura urbana in trasformazione e alla cultura rurale, più tradizionale. Si valuta estremamente importante il processo di riunificazione di anziani e giovani per la trasmissione di valori tradizionali e culturali, il passato delle famiglie, la storia del Paese stesso (esiste poca documentazione scritta) e per ricostruire la rete sociale distrutta.

In diverse comunità, specialmente rurali, i bambini che rimangono orfani sono in modo naturale soccorsi e accuditi di altre famiglie: vivendo però anche loro sulla soglia della povertà, presentano a lungo andare molta difficoltà nel sostenerli, soprattutto perché il fenomeno è in aumento per i motivi di cui sopra.

Per famiglia diretta s’intendono i genitori (padre/madre, fratelli), e la famiglia indiretta sono famigliari (nonni, zii, cugini, ecc.).

A causa della povertà, un numero importante di bambini si trovano fuori della famiglia, per strada o sono stati portati in Centri di accoglienza. A volte il bambino stesso decide, per non pesare sulla famiglia, per amore della madre, di andare per strada. O addirittura sono allontanati dalla madre stessa perché hanno più chance di sopravvivenza in strada che in casa.

ASEM dal 2008 si impegna nei seguenti ambiti:

  • LAVORO NELLA COMUNITA’: riconciliazione, post-reintegrazione, monitoraggio e appoggio psico-sociale, salvaguardia dei diritti dei bambini, studi e analisi, programmi di microcredito, sostegno materiale (alimentazione, ecc.) scuola, formazione, interventi in ambito abitativo (ristrutturazione o costruzione di casette).
  • SCUOLA: gestione delle scuole ASEM e sostegno al percorso scolastico dei bambini (in altre scuole).
  • FORMAZIONE: partecipazione allo sviluppo della propria comunità attraverso la formazione di giovani e appoggio ai giovani reintegrati.
  • CREAZIONE DI ATTIVITA’ MICRO-ECONOMICHE: per l’auto-sostenibilità di ASEM.
  • ATTIVITA’ SPORTIVE E CULTURALI: come componente della riabilitazione psicologica e per mantenere il legame dei bambini e giovani con la loro cultura.

ATTIVITA’ ASEM dal 2008

  • Progetto 1. Quartiere di Macurungo, Beira (Provincia di Sofala): Centro ASEM Macurungo
  • Progetto 2. Quartiere di Manga, Beira (Provincia di Sofala): Centro ASEM manga
  • Progetto 3. Villaggio di Gorongoza (Provincia di Sofala): Centro ASEM Gorongosa
  • Progetto 4. Quartiere di Nhajusse, Vilanculos (Prov. di Inhambane): Centro Culturale e di formazione Majianza di ASEM 
  • Progetto 5. Quartiere di Mahangue, Vilanculos (Prov. di Inhambane): Progetto Agricolo e allevamento di polli Busara di ASEM